Santa Sofia in guerra. Dicono di noi…

Esiste un luogo di cui le coordinate sono 39°33′00″N 16°20′00″E.
Qui sono nati Mons. Francesco Bugliari, Pasquale Baffi, Angelo Masci.
Qui è nato lo scrittore contemporaneo Francesco Micieli.
In tempi recenti questo è diventato il luogo di un “Ladro di polvere” che pur non essendovi nato lo ha fatto Suo, Giuseppe Baffa.
Persona colta e raffinata, si direbbe un tempo, e infatti, Giuseppe Baffa, sembra che appartenga a un’altra epoca (un ultimo Dandy), senza dimenticare la contemporeanetà.

santa sofia in guerraAppassionato d’arte, storia, letteratura, e, soprattutto, estimato studioso della cultura Arbëreshë, pubblica e diffonde il Suo sapere, continuamente…
Ultimamente, nei locali di proprietà della Sua famiglia, ha organizzato, insieme alla Madre( Prof.ssa Lucia Cardamone), una raffinata e interessante mostra fotografica e documentativa riguardante le due guerre mondiali…
L’interessante iniziativa si può visitare, gustando un ottimo caffè preparato dal Padre Umberto, sino all’8 Marzo MMXV nei Locali del Bar Baffa (Palazzo Masci), via Angelo Masci – Santa Sofia d’Epiro -39°33′00″N 16°20′00″E- (CS).

Lucio Franco Masci

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.843126249067595.1073741853.655581111155444&type=1

La storia dei sofioti in guerra raccontata in oltre cinquanta fotografie. Un piccolo viaggio alla scoperta dei volti di uomini (e qualche donna) che, partiti dal piccolo centro di Santa Sofia d’Epiro, hanno combattuto nella prima e nella seconda guerra mondiale. La mostra fotografica dal titolo “Santa Sofia in guerra”, allestita nello storico locale “Bar Baffa”, è curata da Giuseppe Baffa, valente studioso del posto che ha raccolto una quantità innumerevole di testimonianze storiche sul paese relative a diverse epoche. La maggior parte delle foto esposte, infatti, proviene dalla sua collezione privata. Le immagini ritraggono personaggi in diversi contesti (dalle foto in posa in studio a quelle fatte in campo,  scene di vita dell’esercito come la costruzione di una trincea o foto all’interno di accampamenti). Una sezione è anche dedicata ai sofioti emigrati o nati all’estero e che hanno partecipato alla guerra nei loro paesi. Come ad esempio l’immagine di una donna pilota americana, figlia di Carmine Pettinato originario da Santa Sofia. O ancora scene di sofioti nelle colonie di Etiopia. La mostra, che comprende anche documenti d’epoca e medaglie di soldati, sarà visitabile tutti i giorni, eccetto il lunedì, fino all’8 marzo.

Alessandra Pagano da: Il Quotidiano del Sud, inserto regionale “week-end”, 20 febbraio 2015, pag. 39.

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