7 pensieri su “Todos caballeros… o forse no

  1. E tuttavia non tutti gli arbëreshe sono eredi dei profughi: vi furono sporadiche e più ristrette immigrazioni anche prima dell’offensiva ottomana, dovute a ragioni diplomatiche. Una piccola immigrazione elitaria, di fianco a quella massiccia. Per quanto riguarda il ruolo sociale rivestito nelle terre d’origine, consiglio due libri di Paolo Petta, “Stradioti. Soldati albanesi in Italia (sec. XV-XIX)”, Lecce, st. 1996, e “Despoti d’Epiro e principi di Macedonia. Esuli albanesi nell’Italia del Rinascimento”, Lecce, 2000. Quanto alle disparità tra albanesi benestanti e subalterni, la differenza è già netta ed evidente ben prima del Seicento. Il ceto dirigente albanese, poi, non limitò il suo esercizio al territorio dei casali albanofoni. Basti spulciare la storia di paesi alcuni ufficialmente non albanesi eppure impregnati della nuova presenza, quali Oriolo Calabro, innanzitutto, ma anche Roseto Capo Spulico, Alessandria del Carretto, Amendolara, Montegiordano, Noepoli, o alcuni paesi vicini alla cosiddetta Albania Tarantina. Per la qualità dei legami tra Taranto e la Grecia anche precedentemente alle migrazioni del Quattrocento, basti l’interessante lavoro di Andreas Kiesewetter, “I principi di Taranto e la Grecia (1294-1373/83)”, relazione tenuta al Convegno “Il principato di Taranto e l’Apulia crocevia del Mediterraneo tra le crociate e il sacco di Otranto” organizzato dalla Delegazione di Taranto dell’Associazione italiana di Cultura Classica “Atene e Roma” (Taranto, 11-12 novembre 2000).
    Ancora, proprio sul citato Busicchio Renesi e tanti altri personaggi di rilievo nella prima ora (prima ora e mezza, va’), si possono reperire molte notizie negli scritti seicenteschi di Giorgio Toscano (“Memorie di famiglia” e “Storia di Oriolo”).

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    1. Apprezzo che l’articolo sia piaciuto ma soprattutto che abbia fornito l’incipit ad analizzare la storia degli albanesi in Italia, con più ampio respiro (cosa che va oltre l’attività di un blog…). Tuttavia colgo l’occasione nel dichiararmi disponibile e contento per scambi di opinione (con chi ne avesse voglia) su questa e altre storie… qui o sulla pagina facebook del blog: https://www.facebook.com/ladripolvere?ref=hl

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  2. Pasquale Libutti

    Articolo davvero interessante, da cui apprendo moltissimo.
    Mi incuriosisce molto la figura di Teodoro Lopez, signore di Corone. Non che abbia letto molto sull’argomento, ma è la prima volta che mi imbatto in questo personaggio.
    Il nome Lopez pare spagnolo, la provenienza greco-albanese.
    E’ il genero del despota di Morea Andrea Paleologo: potrebbe essere uno spagnolo che ha sposato la figlia del despota?
    Da quanto ricordo (dovrei consultare vecchie carte sparse, documenti veneziani e greci, ora uso la memoria), Corone rientrava nei possedimenti di Carlo Quinto, che negoziò la sua cessione agli ottomani, con altre città della costa, in cambio di una desistenza da avanzate turche verso Vienna. Quando il patto ebbe corso, la città resisteva da due anni all’assedio, con una guarnigione in cui vi erano truppe spagnole e italiane; l’evacuazione degli abitanti avvenne su navi spagnole (si parla di 200 navi mercantili noleggiate allo scopo dal vicerè di Napoli); parte degli esuli andarono a Venezia, altra parte venne accolta nei possedimenti di Carlo Quinto in Italia, dove ricevettero il titolo di “cavalieri aurati” vale a dire le ricordate esenzioni e privilegi, e servirono per lunghissimo tempo come stradiotti – I vari Chiuchiari/Zuzura, Dragina, Scura,Renes/ Bosichio, Skura, Mazuca/Messuca/Mazzuca ecc.- in tutte le guerre europee delle armate di Carlo V e successori.
    Fin qui quanto tratto dalle carte; la questione di una possibile origine spagnola del signore di Corone, Lopez, davvero è interessante per me, anche per altri motivi “familiari”.
    Una vecchia leggenda di famiglia narra che capostipite della mia famiglia fu un certo Samela, “capitano spagnolo”, ed il resto del racconto si perde nella nebbia, senza fornire date: si dice solo che tempo dopo i suoi discendenti vennero a Rionero in Vulture e assunsero il cognome di Libutti, perchè mastri d’ascia adusi a tagliare boschi e a fabbricare “Le Botti”. Fin qui la leggenda, troppo scarna ma che comunque ci riporta in un tempo in cui i cognomi ancora fluttuavano, e quindi prima del Concilio di Trento.
    La famiglia Libutti, d’altro canto, è una delle più antiche di Rionero in Vulture, paese fondato proprio da esuli coronei nel 1533 (a soli tre chilometri da Barile, e non distante da Maschito e Ginestra, ma che a differenza di queste ultime comunità, pur avendo conservato il rito greco fino al 1627, non conserva tracce di idioma arbëreshe).
    Naturalmente, di questo Samela spagnolo, i cui discendenti arrivano nella Rionero dei Coronei, è inutile cercare tracce.
    Ma la vicenda del Lopez signore di Corone mi sembra davvero interessante, e mi piacerebbe davvero sapere qualcosa di più…

    Ci sarebbero tante altre cose da discutere. Sarebbe interessante capire quale era il rapporto numerico tra Albanesi e Greci di Corone, e perchè questi ultimi, che pure ci dovevano essere, paiono così evanescenti. Sarebbe anche utile disporre di una mappa di tutte le località dove è attestata la presenza dei Coronei, credo siano molte. E sarebbe bello, un giorno, fissare un appuntamento comune nella bella città di Koroni, nel Peloponneso, per radunare questa grande famiglia dispersa sulle in riva al mare.
    Ancora una volta, dopo tanto tempo, sotto le mura dell’antica patria.

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    1. Grazie per il suo contributo. Riguardo l’origine spagnola del cognome non saprei dirle. Va comunque detto come la forma originaria del cognome sia “Lopes”; con l’uscita in “s” e non in “z”. A tal proposito andrebbe pure ricordato come nella bassa Albania esista un intero distretto che porta questa denominazione, i ruderi di una cittadella sui monti sopra Saranda (Lopsi Amartolozi) e ancora vari toponimi (es. Mala e Lopsit). Il nome Lopsi o Lopesi ricorre pure tra le tribù Illiriche che popolavano i Balcani.

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  3. Pingback: Bukurìa Arbëreshe attraversa Cosenza | esplorazionicosentine

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